LA STORIA DI CAGLIARI Parte2

LA STORIA DI CAGLIARI Parte2

Continua la nostra gita nella storia di Cagliari, ci siamo fermati all’epoca medievale che ha delineato i confini della città che oggi ancora si intravedono, la costruzione di castelli e della rocca che rendono una città bellissima Cagliari.

Il Rinascimento, Periodo di Scontri

Conquistata la Sardegna pisana e inglobati i possedimenti dei Malaspina, il regno dovette fronteggiare prima i Doria e poi Mariano IV d’Arborea il quale a partire dal 1353 scatenò la rivolta contro gli aragonesi, cosicché il territorio regio si ridusse alle sole città di Cagliari e Alghero mentre la parte restante divenne parte del giudicato di Arborea, l’unica entità statale isolana rimasta indipendente. Questa situazione si protrasse a fasi alterne fino al 1409 quando una nuova spedizione militare aragonese, guidata da Martino I di Sicilia, sconfisse arborensi e alleati nella battaglia di Sanluri, facendo sì che a partire dal 1420, a seguito della cessione per 100 000 fiorini dei restanti territori del giudicato arborense, il territorio del regno di Sardegna, con capitale Caller, coincidesse per la prima volta con quello dell’intera isola.

Con il matrimonio di Ferdinando II d’Aragona e Isabella I di Castiglia si ebbe l’unione fra la Corona di Castiglia e la Corona d’Aragona (di cui il Regno di Sardegna faceva parte), che mantennero però istituzioni distinte. Nel 1535 l’imperatore Carlo V lanciò una grande spedizione navale contro Tunisi; prima di partire verso l’Africa la flotta effettuò un ultimo raduno a  Cagliari.

Il Rinascimento, Periodo di Scontri
Il Rinascimento, Periodo di Scontri

L’Ottocento secolo elegante

Cagliari, rioccupata, divenne dal 1798 al 1814, oltre che capitale, centro politico-amministrativo del Regno di Sardegna e ospitò nel Palazzo reale (detto Viceregio) la corte sabauda, cacciata da Torino dai francesi, i quali avevano costituito la Repubblica Piemontese, mentre non avevano potuto conquistare la Sardegna. La presenza della corte in città non impedì l’insorgere di varie sollevazioni contro i Savoia, la più importante delle quali è chiamata rivolta di Palabanda, dal nome della località in cui si trovava la villa ove venne organizzata. In questi anni si assistette ad un grande sviluppo della città: nel 1811 venne installata la prima illuminazione pubblica e si ebbe la sistemazione della rete stradale.

Tuttavia si verificarono anche periodi di carestia seguiti da un’epidemia di febbre (1816). Nel 1847, così come a Sassari, un moto popolare, partito dall’università, portò il re Carlo Alberto a riconoscere la fusione dell’isola con gli stati di terraferma (Piemonte, Savoia, Liguria). Nella prima metà dell’Ottocento, i Savoia fecero piazza pulita della cultura sarda, si registrò il declino dell’aristocrazia aragonese in favore di nuove elite, con l’abolizione solo formale del feudalesimo a causa della cosiddetta detta ” legge delle chiudende”- che di fatto eliminava l’antico uso collettivo delle terre, e creava nuovi potentati agricoli privati, e la concessione dello Statuto Albertino (1848), che divennero la classe dirigente.