LA STORIA DI CAGLIARI Parte1

LA STORIA DI CAGLIARI Parte1

Abbiamo già visto come sia interessante le città di Cagliari, ma oggi vogliamo entrare nel dettaglio comunicando nel dettaglio alcune curiosità delle bellezze della città che andiamo a visitare, così inizia il nostro viaggio alla scoperta di Cagliari.

L’Origine della città

Per comprendere alcune particolarità architettoniche dobbiamo ripartire dall’inizio, e dalla leggenda che accompagna la città. La leggenda, narrata dallo scrittore latino Gaio Giulio Solino, vuole che Caralis sia stata fondata da Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia nel XV secolo a.C. circa. Aristeo introdusse in Sardegna la caccia e l’agricoltura, riappacificò le popolazioni indigene in lotta fra di loro e fondò appunto la città di Caralis, sulla quale in seguito regnò. Secondo alcune fonti Aristeo venne accompagnato in Sardegna da Dedalo, il quale, secondo gli antichi greci, sarebbe l’artefice delle imponenti opere dedalee (i Nuraghi) presenti sull’isola.

Alcune domus de janas e resti di capanne del IV – III millennio a.C. scoperte a San Bartolomeo e sul colle di Sant’Elia confermano che la zona dove sorge l’odierna città fu abitata fin dal neolitico. I Fenici, che frequentarono i porti di Cagliari e di altre zone della Sardegna sin dall’VIII secolo a.C., o in periodo comunque antecedente alla fondazione di Roma, si stanziarono all’imboccatura dello stagno di Santa Gilla. Il poeta romano Claudio Claudiano del IV secolo, descrivendo Karalis, la dice “Tyrio fundata potenti” ossia fondata dalla potente Tiro (nell’odierno Libano) e i dati archeologici hanno confermato la presenza fenicia nel periodo della cosiddetta “talassocrazia” di Tiro. Passata ai Cartaginesi nel V secolo a.C., la città conobbe un rapido sviluppo, testimoniato tra l’altro dalle necropoli di Tuvixeddu, ritenuta la più vasta necropoli punica del Mediterraneo.

L’Origine della città
L’Origine della città

La Storia Medievale

Con la divisione dell’isola in quattro Stati detti Giudicati, la città, da secoli in fortissima recessione demografica e ormai ridotta al borgo di Santa Igia o Santa Gilla, rimase a capo del giudicato che ne prese il nome. Intanto aveva subìto secoli di incursioni saracene, contrastate dal principio dell’XI secolo con l’aiuto delle potenze navali di Pisa e Genova. Il Giudicato cagliaritano, fin dalle sue più antiche attestazioni, rientrò nell’orbita dei Pisani e dei Genovesi; furono i primi che finirono con l’impadronirsene.

Nel 1215, di fronte alla possibilità di un’alleanza tra la nuova giudicessa Benedetta e Genova, il pisano Lamberto Visconti di Eldizio ottenne con la minaccia delle armi la cessione del colle che sarebbe stato detto di Castello: infatti, quasi a guardia della capitale giudicale, vi venne presto costruita una città fortificata interamente pisana: il Castellum Castri de Kallari. Nel 1257 il neo-sovrano filoligure Guglielmo III-Salusio VI scacciò i pisani dalla rocca di Castel di Castro, ceduta l’anno precedente al comune di Genova dal predecessore Giovanni Torchitorio V. Ciò accese l’ira di Pisa e degli altri tre giudicati sardi filopisani che immediatamente attaccarono Guglielmo.

Il 20 luglio 1258, dopo un anno di guerra, Santa Igia venne distrutta dalla coalizione guidata da Gherardo e Ugolino della Gherardesca, Guglielmo di Capraia, Giovanni Visconti e l’ammiraglio Ottone Gualduccio e sulle sue rovine venne sparso il sale; il giudice Guglielmo riuscì a fuggire a Genova dove morì nello stesso anno. Ebbe così fine il giudicato di Cagliari che venne smembrato in tre parti: la parte settentrionale venne annessa dal giudicato di Arborea, la parte orientale dal giudicato di Gallura, l’area occidentale fu assegnata alla famiglia dei Della Gherardesca, mentre il comune di Pisa mantenne il governo di Castel di Castro, considerato “la chiave del Mediterraneo” da allora il Castellum Castri fu identificato con la stessa Cagliari.