LA STORIA DI CAGLIARI Parte 3

LA STORIA DI CAGLIARI Parte 3

Finiamo il nostro resoconto storico di un’antichissima città arrivando agli avvenimenti del xx secolo, la modernità interrotta da due conflitti mondiali che hanno lasciato cicatrici profonde, la nostra storia non termina qui, perché Cagliari rimane una città bellissima che va conosciuta come merita.

L’Unità d’Italia

Con le nuove tecniche belliche a Cagliari, privata del ruolo di piazzaforte all’indomani dell’Unità d’Italia, furono abbattute le mura e si posero le basi per la grande espansione dell’ultimo secolo. Attirati dalle tante potenzialità inespresse, si stabiliscono in questo periodo a Cagliari numerosi imprenditori (soprattutto liguri, piemontesi, svizzeri e francesi) che favoriranno la riorganizzazione in cittadina importando le prime forme di industrializzazione; avviene così il passaggio da una società complessa ad economia agropastorale, distrutta da secoli di tassazioni e soprusi esterni ad una società di tipo verticistico capitalista.

Gli architetti sardi (e non), tra cui Gaetano Cima e Dionigi Scano, ridisegnano il centro urbano secondo i gusti dell’epoca; si impone lo stile neoclassico e neogotico, sorgono i caratteristici palazzi liberty. Il 14 aprile 1899 viene posta la prima pietra del municipio di via Roma, alla presenza del re Umberto I, i cui lavori avranno termine nel 1907: questo evento dà un avvio quasi simbolico al nuovo secolo, con il trasferimento del potere cittadino dal vecchio quartiere di Castello alla moderna area vicina al Porto, luogo di traffici e commerci. Il palazzo rientra tra le opere realizzate dall’amministrazione di Ottone Bacaredda, sindaco di Cagliari dal 1889 al 1921 quasi ininterrottamente, riconosciuto come uno dei sindaci più illuminati della città. Il 14 maggio 1906 scoppiano a Cagliari gli scioperi contro il carovita, che causano due morti e parecchi feriti.

L’Unità d’Italia
L’Unità d’Italia

Il Fascismo e la Guerra

Nel 1924 il Governo Mussolini varò la cosiddetta Legge del Miliardo stanziando più di un miliardo di lire per la modernizzazione della Sardegna, che in buona parte andrà a Cagliari. Anche in città il Fascismo arriva con la sua violenza, occupando le sedi dei partiti avversi e cacciando gli oppositori, tra cui Emilio Lussu che fu assalito nella sua casa di piazza Martiri il 31 ottobre 1926. A fine anni venti, con l’annessione dei comuni di Pirri, Selargius, Quartucciu, Monserrato e, successivamente, Elmas (1937), Cagliari raggiunse i 100 000 abitanti. È in questi anni che vengono costruite importanti opere pubbliche, molte delle quali realizzate da un giovane progettista comunale, Ubaldo Badas, le cui architetture originali contribuiscono ad abbellire la città sia negli anni trenta che nel dopoguerra, come il Parco delle Rimembranze, il Terrapieno e parte dei Giardini Pubblici.

Durante la seconda guerra mondiale, Cagliari subì numerosi bombardamenti, l’80% della città venne più o meno gravemente colpito, tanto che Cagliari fu dichiarata Città Martire e ricevette una medaglia d’oro al valore militare dei quali si possono ancora vedere i segni in alcune zone del centro storico. I bombardamenti cominciarono il 17 febbraio del 1943, con l’arrivo sui cieli di Cagliari di un centinaio di aerei statunitensi. Tra il 26 e il 28 febbraio 1943 si hanno i bombardamenti più pesanti, con la distruzione di molti luoghi importanti per Cagliari. In totale le vittime dei bombardamenti in città furono più di 2 000.